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clarifier esterno per FT1000MP

Autocostruzione

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio-agosto 2007 di Radio Rivista, l'organo ufficiale dell'Associazione Radioamatori Italiani.



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Clarifier esterno per FT1000MP
Nelle occasioni in cui mi sono trovato ad operare in telegrafia Morse come stazione "DX", generalmente in contest da Pantelleria insieme al team multioperatore IH9P, ho constatato l'utilità di muovere leggermente il clarifier dell'RTX al fine di agevolare la decodifica dei nominativi delle tante stazioni che rispondono alla chiamata. Tutti gli RTX sono dotati di questo comando, il quale è ubicato sul pannello frontale in posizione più o meno facilmente raggiungere con le mani. Personalmente, tuttavia, trovo scomodo, durante questo tipo di attività, azionare il clarifier con una mano, poichè questo significa distoglierla dall'uso della tastiera del computer, a mio avviso prioritario. Ho, quindi, deciso di ripetere il clarifier dell'RTX all'esterno dell'apparato, così da poterlo azionare più rapidamente e senza causare eccessive distrazioni. In un primo momento avevo pensato di sistemare il clarifier esterno sulla stessa tastiera del computer, così da averlo più a portata di mano. Anche così, però, sarebbe risultato necessario impegnare una mano per muovere il clarifier. Ho alla fine arguito che questa è una delle rare situazioni in cui le cose riescono meglio se fatte... con i piedi. Ho, cioè, deciso di sistemare l'encoder esterno in una sorta di pedana scorrevole, azionabile con un piede. In tal modo, le due mani dell'operatore restano impegnate esclusivamente sulla tastiera del computer, a digitare i nominativi dei corrispondenti man mano che questi vengono decodificati dalla mente dell'operatore, mentre con un piede si può far variare leggermente la frequenza di ricezione così come si fa correntemente con l'uso normale del clarifier.
In questo articolo illustro la modifica eseguita sul mio RTX, un FT1000MP, per aggiungere il clarifier esterno. Dico subito che questa modifica, per quanto concettualmente semplicissima, è alla portata solo di chi ha un minimo di dimestichezza con il saldatore, condizione questa che, peraltro, dovrebbe essere verificata per ogni radioamatore.
Il clarifier di cui è già dotato l'FT1000MP consiste in un encoder a tre poli (+5V, CTRL1 e CTRL2), ubicato sulla scheda "SW-B Unit". Tale scheda, relativamente ai tre contatti dell'encoder, è connessa alla scheda "VR-D Unit". Nelle foto n.1 e n.2 sono visibili i layouts delle due schede, trovati sul technical supplement dell'FT1000MP. 

Entrambe sono ubicate dietro il display dell'apparato, per cui per raggiungerle è necessario rimuovere i due coperchi inferiore e superiore e le viti che tengono fissato il display al resto dell'apparato. Una volta fatto questo, e allentate altre due due viti laterali inferiori, è possibile girare il display in avanti come la pagina di un libro.

Le due schede saranno a questo punto visibili nella parte destra, guardando il retro del display dall'alto. Nella foto n.3 è indicata la zona di intervento racchiusa in un cerchio rosso. La foto n.4 riporta una vista ravvicinata di tale zona, con l'individuazione della SW-B Unit e della VR-D Unit, e con la numerazione dei piedini interessati, così come indicati più avanti nello schema circuitale. 

Ora che abbiamo localizzato la zona di intervento, vediamo di capire cosa andrà fatto. Trattandosi di encoder, e non di potenziometri, qualcuno potrebbe pensare di collegare brutalmente in parallelo l'encoder esterno a quello interno. In realtà, ciò comporterebbe delle mutue interferenze, nel senso che, a seconda dell'angolo di rotazione di uno dei due encoder, potremmo riscontrare difficoltà nell'uso dell'altro. Dovendone usare uno per volta, la soluzione è sicuramente quella di usare appositi relays che commutino le tre linee (+5V, CTRL1 e CTRL2) su uno dei due encoder, a seconda di quale si intende usare. In particolare, io ho usato un relay miniatura SPDT per la linea +5V e un relay miniatura DPDT per le altre due.
La tensione necessaria per azionare i due relay è stata derivata direttamente dall'alimentatore interno dell'RTX. Al fine di evitare l'aggiunta di un interruttore, ho utilizzato lo spinotto DIN (avevo un 8 poli), in ogni caso necessario per la connessione dell'encoder esterno, così da alimentare i due relays solo quando tale spinotto è inserito nella relativa presa. In sostanza, con l'encoder esterno sconnesso, continua a funzionare l'encoder interno del 1000MP. Con l'encoder esterno connesso, invece, funziona solo quest'ultimo, mentre quello interno risulta completamente escluso. Probabilmente, sarebbe bastato inserire il relay sulle due linee CTRL1 e CTRL2, evitando il secondo relay sulla linea 5V, ma ho preferito fare in modo che l'encoder non in uso risultasse completamente sconnesso dal circuito. 
Quello che segue è lo schema circuitale delle connessioni effettuate.

Credo non ci siano particolari difficoltà nella comprensione dello schema. Notare il ponticello tra il secondo e il terzo polo da sinistra dello spinotto DIN. E' tramite questo ponticello che si da automaticamente alimentazione ai relays nel momento in cui si inserisce lo spinotto nella presa. La numerazione presente nello schema rispecchia fedelmente quella visibile sui layouts delle due schede. 
Come visibile nella foto n.4, ho eseguito le connessioni alle schede SW-B Unit e VR-D Unit saldando direttamente le estremità dei fili sui piedini delle relative schede, lato piste, nei punti indicati con i colori rosso e blue rispettivamente nei layouts delle due schede. Tutte le saldature, naturalmente, andranno fatte con estrema attenzione, considerati gli spazi ristretti in cui dovrà muoversi la punta del saldatore.
La presa DIN è stata sistemata sul pannello posteriore dell'FT1000MP, accanto a quelle già presenti, come si vede nella foto n.5. 

I due relays sono stati fissati direttamente alla presa DIN tramite le stesse saldature tra i piedini dei relays e quelli della presa. Nella foto n.6 è visibile la zona in cui sono stati sistemati i due relays e la presa DIN.

Per eventuali richieste di chiarimenti, non esitate a contattarmi via e-mail.


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