RADIOAMATORI


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combinatore ibrido

Autocostruzione

Descrivo in questo articolo un altro componente necessario ad effettuare le misure di IP3 sui ricevitori. La sua funzione è quella di combinare i due segnali in ingresso provenienti dai due oscillatori, in maniera tale che questi ultimi non abbiano a interferire mutuamente, e indirizzare il segnale risultante sulla porta in uscita. E' dunque un dispositivo a tre porte. I requisiti essenziali sono: elevato isolamento tra le due porte in ingresso, impedenza costante a 50 Ohm su tutte e tre le porte. Quello che segue è lo schema circuitale trascritto con MicroCAP, con cui se ne è anche studiato il comportamento.


R1, R2 e R3 50 Ohm
K1 avvolgimento bifilare di 13 spire in filo di rame smaltato
da 0,25 mm su toroide FT-37-43 (il numero delle spire
non è critico)

L'analisi al computer di tale combinatore è stata fatta, come al solito, ipotizzando sulla porta A la presenza di un generatore di segnale sinusoidale con impedenza interna di 50 Ohm, sulla porta B e su quella in uscita un carico resistivo a 50 Ohm. Nel suddetto schema, questi componenti necessari per una analisi corretta non sono riportati. I risultati dell'analisi sono visibili nelle foto che seguono.


Come si vede, il valore istantaneo della tensione sulla porta in uscita (curva verde) è pari alla metà di quella presente sulla porta A (curva blu), dove è collegato l'oscillatore, mentre sull'altra porta in ingresso, cioè la porta B, tale valore è molto basso (curva rossa). Stessi risultati si ottengono invertendo la porta su cui si trova l'oscillatore (da A a B). 
Quella sotto è la foto del combinatore ibrido completato, a cui manca solo il coperchio. Il contenitore è stato realizzato sempre con la solita vetronite ramata doppia faccia. Sono visibili i tre connettori BNC, il trasformatore su toroide e i resistori. Notare che ciascuna resistenza da 50 Ohm è stata ottenuta con il parallelo di due resistori da 100 Ohm. Questo contribuisce a ridurre l'induttanza indesiderata di ciascuna resistenza da 50 Ohm, non essendo i resistori impiegati del tipo antinduttivo. Si rammenta, infatti, che due induttanze in parallelo si combinano come due resistenze in parallelo, quindi l'induttanza risultante sarà inferiore della minore delle due.
Per verificare il funzionamento del combinatore, ho connesso alla porta A uno dei due oscillatori precedentemente realizzati, un carico fittizio a 50 Ohm sulla porta B e un carico fittizio a 50 Ohm sulla porta d'uscita. Dopo aver acceso l'oscillatore, ho misurato con un voltmetro RF la tensione presente ai capi delle tre porte. In effetti, ho rilevato una tensione RF sulla porta B (quella d'ingresso dove non è connesso l'oscillatore) pari a 4 mV e una tensione RF sulla porta d'uscita pari a circa la metà di quella presente sulla porta A (cioè quella dove è connesso l'oscillatore). Analogo risultato ho ottenuto invertendo la porta a cui è collegato l'oscillatore. In definitiva, l'accessorio funziona e l'attenuazione del segnale proveniente da ciascun oscillatore ammonta a circa 6 dB in tensione (= 20 log 0,5). L'isolamento tra le due porte di ingresso, invece, ammonta a circa  40 dB, ottenuto considerando il rapporto tra la tensione RF misurata sulla porta dove è connesso l'oscillatore (438 mV) e l'altra porta di ingresso (4 mV). (20 log 0,438 / 0,004).


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