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Pali e tralicci Quesiti, discussioni, fotografie, normative relative ai supporti meccanici delle antenne ad uso dei radioamatori.

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Vecchio 09-06-17, 14:01   #1
IK7JWY
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Post normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Ecco un altro mio articolo ben... stagionato (datato 2007), risuscitato grazie ad archive.org (santo subito)
In questo articolo trattavo di normative di carattere tecnico ed urbanistico a proposito dell'installazione delle nostre antenne.
Anche qui, sono ben accette dritte, suggerimenti, aggiornamenti etc
Visto che son qui, un aggiornamento veloce: la DIA oggi è stata sostituita dalla SCIA


autore: Ing. Arturo D'Aprile (ik7jwy)
(versione 1 del 4-8-2007)

Nella lettera di trasmissione della mia licenza (come era allora definita l'attuale Autorizzazione Generale) per l'impianto e l'esercizio di una stazione di radioamatore, il cui oggetto era "Antenne", era scritto testualmente:
"Ai sensi dell'art.315 del D.P.R. 29-03-1973 n.156, si intende per stazione radioelettrica uno o più trasmettitori od un complesso di trasmettitori e ricevitori nonchè gli apparecchi accessori, comprese le antenne, necessari per effettuare un servizio di radiocomunicazioni. Ne consegue che il titolare della licenza è autorizzato all'installazione della stazione nel suo complesso così come è definita dall'art.315 sopra indicato, al fine di poter svolgere l'attività radiantistica per la quale è abilitato. E' inteso che le antenne non devono in alcun modo impedire il libero uso alla proprietà, secondo la sua destinazione nè arrecare danno alla proprietà medesima ed a terzi."
Dal 1987 molte cose sono cambiate. Oggi vige il Nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche che, a proposito delle antenne per stazioni di radioamatore, all'art.17 primo comma dell'Allegato 26, recita:
"1. Per la installazione delle antenne di radioamatore si applicano le disposizioni di cui all'articolo 209 del Codice nonché le vigenti norme di carattere tecnico, urbanistico, ambientale e di tutela della salute pubblica." ( http://www.urpcomunicazioni.it/codice_allegati.pdf)
Il citato art.209 del Codice regola i rapporti tra le installazioni di antenne e la proprietà di terzi. Ciò che, invece, più interessa in questa sede è il richiamo alle "vigenti norme di carattere tecnico, urbanistico, ambientale e di tutela della salute pubblica".
Quali sono queste norme e come esse incidono sulla eventuale necessità di redigere un apposito progetto del nostro impianto di antenna ?

Iniziamo con le norme di carattere tecnico
Sugli Impianti
La normativa tecnica che viene subito in mente a proposito di impianti in generale è quella sulla loro sicurezza, la legge n.46 del 1990. Questa legge, seguita dal relativo Regolamento di Attuazione n.447 del 1991, stabilisce che l'installazione degli impianti debba essere eseguita da personale abilitato che rilascia alla fine dei lavori la relativa "dichiarazione di conformità". Inoltre, in essa vengono individuati gli impianti per i quali è anche necessario presentare apposito progetto. La legge in questione, all'art.1, stabilisce l'ambito di applicazione e cita tra gli altri impianti:
"b) gli impianti radiotelevisivi ed elettronici in genere, le antenne e gli impianti di protezione da scariche atmosferiche;"
Quando tale legge entrò in vigore, quindi, ci si iniziò a chiedere se anche gli impianti realizzati dai radioamatori, in particolare le loro antenne, non rientrassero nel suo campo di applicazione. L'interrogativo ebbe una autorevole risposta nel 1994, quando l'allora Ministero dell'Industra, Artigianato e Commercio, con propria nota del 7-maggio-1994 a firma del Capo Ufficio Legislativo, scrisse testualmente:
"A giudizio dello scrivente, peraltro, l'esenzione delle attività radioamatoriali potrebbe trovare giustificazione sia nel carattere di "sperimentazione" riconosciuto dal Regolamento internazionale delle radiocomunicazioni (Ginevra,l979) reso esecutivo con D.P.R. 27.7.1981, n. 740, sia nella esaustiva disciplina speciale della materia che prevede,tra l'altro, la possibilità per l'Amministrazione postale di dettare prescrizioni tecniche (art. 9 D.P.R. 5.8.1996 n. 1214) e di procedere ad ispezioni delle stazioni radio (art. 16 citato D.P.R. n. 1214). Gli interessati devono essere altresì in possesso di apposita concessione di impianto ed esercizio di stazione di radioamatore (art. 330 D.P.R. 29.3.73 n. 156) che può essere rilasciata solo a chi abbia conseguito apposito titolo di abilitazione (patente di radioamatore) a seguito di esame vertente su discipline tecniche e regolamentari, ivi inclusi elettrologia ed elettrotecnica, effetti fisiologici della corrente elettrica e norme di protezione. Resta peraltro salva la necessità di garantire una reale applicazione della norma CEI 81/1 (protezione di strutture contro i fulmini), qualora una installazione di antenna radioamatoriale possa, in relazione alle sue caratteristiche, alterare l'altezza virtuale di un edificio e quindi rendere necessaria una protezione di tutto l'edificio contro i fulmini."
A questa seguì la nota datata 9-9-1994 della Direzione Centrale dell'allora Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, a firma dell'Ing. Avanzi, con cui si comunicava all'Associazione Radioamatori Italiani quanto segue:
"Il medesimo Dicastero dell'Industria, con data del 7.5.1994, della quale si unisce copia, ha ritenuto che l'attività radioamatoriale possa considerarsi esente dalle previsioni della legge 46/90 restando però..."salva la necessità, di garantire una reale applicazione della norma CEI-81/1 (protezione di strutture contro i fulmini), qualora una installazione di antenna radioamatoriale possa, in relazione alle sue caratteristiche, alterare l'altezza virtuale di un edificio e quindi rendere necessaria una protezione di tutto l'edificio contro i fulmini". La suddetta nota venne pubblicata su Radio Rivista n.10 del 1994.
A parere del sottoscritto, quanto sopra riportato dovrebbe essere sufficiente a far ritenere che i nostri impianti di antenna siano esclusi dal campo di applicazione della legge n.46/90. E' vero che una nota ministeriale non ha lo stesso peso giuridico di una legge e che in essa viene usato il condizionale "potrebbe", tuttavia ritengo che essa rappresenti in ogni caso un autorevole pronunciamento, da parte dello stesso Ministero promotore della legge sulla sicurezza degli impianti, a favore della esclusione degli impianti radioamatoriali, pronunciamento che non potrebbe venire disatteso in sede legale in caso di contenzioso per un eventuale sinistro. E in quella sede avrebbe il suo valore anche la nota dell'Ing. Avanzi sopra accennata con cui, tra l'altro, si invitava l'Associazione Radioamatori Italiani alla massima diffusione tra gli associati di quanto comunicato dal Ministero dell'Industria Artigianato e Commercio.
Pur nell'ipotesi di non assoggettabilità degli impianti di antenna radioamatoriali alle prescrizioni della legge n.46/90, resta tuttavia l'obbligo di applicazione della normativa sulla protezione dalle scariche atmosferiche. A tale proposito rinvio ad altro articolo, pubblicato in questa stessa sezione del portale, intitolato "Protezione dalle scariche atmosferiche". In esso illustro la procedura semplificata per la valutazione del rischio di fulminazione prevista dalla Norma CEI81-1 e applicata al caso specifico delle nostre antenne.
Naturalmente, obbligo della protezione dalle scariche atmosferiche non vuol dire obbligo di realizzare un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche. Vuol dire invece che la struttura interessata deve essere protetta contro i fulmini a regola d'arte. A questo proposito, la legge n.186 del 1° marzo 1968 e la stessa legge n.46/90 stabiliscono che la protezione conforme alla norma CEI 81-1 è da considerarsi a regola d'arte. Si tratta, quindi, di applicare tale normativa tecnica al caso specifico, volta per volta, e vedere cosa siamo effettivamente tenuti a fare. Nel caso in cui, a seguito della applicazione della norma CEI81-1, il rischio dovuto al fulmine risultasse minore di quello tollerabile, non sarebbe richiesta alcuna misura di protezione perchè, come si dice in questi casi, l'edificio interessato risulterebbe "autoprotetto".
Qualora, invece, la realizzazione di un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche risultasse necessaria, oltre a doverci rivolgere a personale abilitato che alla fine dei lavori ci rilasci la "dichiarazione di conformità" prevista dalla legge n.46/90, potremmo essere costretti anche a far redigere apposito progetto di tale impianto. Il Regolamento di Attuazione della legge n.46/90, infatti, all'art.4, prevede l'obbligo di progetto:
"d) per gli impianti di cui all'art. 1, comma 1, lettera b) (tra cui gli impianti radiotelevisivi e le antenne, n.d.r.), della legge, per gli impianti elettronici in genere, quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione nonche' per gli impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 mc dotati di impianti elettrici soggetti a normativa specifica CEI o in edifici con volume superiore a 200 mc e con altezza superiore a 5 metri;" (la sottolineatura è mia)
In base, dunque, alle dimensioni degli edifici interessati e alla eventuale presenza o meno di impianti elettrici soggetti a specifica normativa CEI (esempio: locali ad uso medico, locali con pericolo di esplosione, locali con maggiore rischio in caso di incendio) sarà necessario o meno redigere il progetto dell'impianto di protezione dai fulmini. Escludendo i casi più rari di presenza di impianti soggetti a specifica normativa CEI, resta l'eventualità che l'edificio interessato abbia un volume superiore a 200 mc e un'altezza superiore 5 metri. In effetti, considerati questi valori dimensionali, è molto facile ricadere in questa eventualità. Ovviamente, qualora il progetto dell'impianto di protezione dai fulmini fosse necessario, esso potrà essere redatto solo da un professionista abilitato.
Vi è da dire che, nella denegata ipotesi che, nonostante il pronunciamento del 1994 del Ministero dell'Industria, Artigianato e Commercio, gli impianti di antenna dei radioamatori non fossero esclusi dal campo di applicazione della legge n.46/90, anche per essi sarebbe molto facile ritrovarsi con l'obbligo della loro progettazione. Infatti, la lettera b) dell'art.4 del Regolamento di attuazione della legge, sopra riportata, include tra gli impianti per i quali è necessario il progetto sotto certe condizioni, anche le antenne e gli impianti radiotelevisivi in genere. In realtà, professionalmente non mi è ancora capitato di vedere un solo progetto, redatto ai sensi della Legge n.46/90, di impianto televisivo centralizzato di un condominio, ad esempio.
Comunque, come si è visto, il progetto dell'impianto di antenna ai sensi della Legge n.46/90 e successivo Regolamento di Attuazione, non è sempre necessario, nè è sempre obbligatorio un collegamento a terra o un vero e proprio impianto di protezione dai fulmini, nè è obbligatorio non superare certe altezze con le antenne. In realtà, i casi possibili vanno studiati singolarmente, di volta in volta, alla luce di quanto sopra esposto.

Passiamo ora alle norme di carattere urbanistico.
Tali sono quelle norme in forza delle quali potrebbe essere richiesto un permesso di costruire (come oggi si chiama la vecchia concessione edilizia) o una D.I.A. (Denuncia di Inizio Attività) o comunque un provvedimento che autorizzi l'installazione del sistema di antenna. A tale proposito, nell'ormai lontano anno 1988, il Consiglio di Stato, sezione V giurisdizionale, con sua decisione del 20 maggio 1988, depositata il successivo 20 ottobre, si espresse sull'argomento in maniera chiara ed inequivocabile , dichiarando che:
"l'antenna in questione (una direttiva tipo YAGI montata su traliccio posto sul tetto di un edificio, n.d.r.) non costituisce trasformazione del territorio Comunale agli effetti delle leggi urbanistiche, le quali si riferiscono ad opere infisse al suolo o di sistemazione a scopo edificatorio del suolo stesso, e non necessita di autorizzazione o concessione edilizia piu' di quanto ne necessitino le antenne televisive poste sui tetti delle case"...omissis..."Va per contro osservato che l'autorizzazione all'installazione di stazioni radioelettriche ad uso privato - e della relativa antenna - compete all' Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni, alla quale l'art. 397 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 Marzo 1973 n. 156 riserva il potere di dettare, con decreto del Ministro le norme tecniche relative, cosicche' anche per questo verso, risulta infondata la pretesa del Comune di sindacare in via di autorizzazione le dimensioni dell'antenna"
Questa sentenza ha fatto storia, rappresentando un solido punto di riferimento per molte successive sentenze di altre Corti.
Per esempio, il T.A.R. Piemonte, con sentenza n.5933 del 10-5-2000, ha ribadito che:
"l’installazione di una antenna per radioamatore è considerata dalla giurisprudenza un’opera che non importa attività di trasformazione del territorio, priva quindi di rilevanza edilizia, a meno che non vi siano opere edilizie eccedenti quelle necessarie per la semplice posa in opera delle attrezzature tecniche costituenti l’impianto ( Tar Piemonte 163 del 16-4-1993, C.d.S. V 642 del 15-12-1986; C.d.S. V 1283 del 7-9-1995). Nel caso di specie vi è stata solo la posa del traliccio quale sostegno dell’antenna; il traliccio non può essere considerato un’ opera di rilevanza edilizia." ( http://www.altalex.com/index.php?ids...not=1589)Dello stesso parere il T.A.R. Puglia che, con sentenza n.912 del 15-6-1990 ha stabilito che:
"l’antenna di una stazione radioelettrica non comporta in nessun modo e in nessun caso trasformazione edilizia e/o urbanistica del territorio comunale agli effetti delle vigenti leggi urbanistiche, le quali si riferiscono ad opere infisse al suolo o di sistemazione a scopo edificatorio del suolo stesso. L’ installazione di tali antenne, con i relativi tralicci che fungono da sostegno non necessita pertanto di autorizzazione o concessione edilizia , al pari di quanto comunemente avviene per le antenne televisive poste sui tetti delle case o degli impianti installati dall’ E.N.E.L. , dalla S.I.P. e da similari enti ( in tal senso cfr. Cons. Stato , sez. V . 20.10.1988. n. 594 ). ( http://members.xoom.virgilio.it/_XOO...IA91290.htm)Al contrario, lo stesso Consiglio di Stato, V sezione, ha stabilito la necessità del titolo abilitativo alla installazione di un traliccio di supporto di antenne qualora esso sia ancorato direttamente al suolo. Infatti, con sentenza n.5253 del 5-10-2001, premettendo che:
"La costante giurisprudenza di questo Consiglio ha più volte osservato che ai sensi dell'art. 1 della legge 28 gennaio 1977, n. 10 è soggetta al rilascio della concessione edilizia ogni attività che comporti la trasformazione del territorio attraverso l'esecuzione di opere comunque attinenti agli aspetti urbanistici ed edilizi, ove il mutamento e l'alterazione abbiano un qualche rilievo ambientale ed estetico, o anche solo funzionale (Sez. V, 14 dicembre 1994, n. 1486; Sez. V, 23 gennaio 1991, n. 64; Sez. V, 21 ottobre 1985, n. 343)."
ha stabilito che:
"In particolare, poiché il piano urbanistico quale strumento di pianificazione indica quali siano le consentite modificazioni del territorio, il richiamato art. 1 della legge n. 109 del 1977 richiede il rilascio della concessione edilizia (e dunque il necessario riscontro di conformità) quando s'intenda realizzare un intervento sul territorio con la perdurante modifica dello stato dei luoghi con materiale posto sul suolo, pur in assenza di opere in muratura (Sez. V, 1 marzo 1993, n. 319; Sez. V, 23 gennaio 1991; Sez. II, 2 maggio 1990, n. 1092/89; Sez. II, 11 ottobre 1989, n. 1348/88; Sez. V, 15 luglio 1983, n. 329), anche quando si tratti di una "antenna saldamente ancorata al suolo e visibile dai luoghi circostanti" (Sez. V, 6 aprile 1998, n. 415)." ( http://www.ambientediritto.it/senten...1%20n.5253.htm)
Sembrerebbe, dunque, ormai consolidata la giurisprudenza che vuole non necessario alcun provvedimento autorizzativo emesso dalla P.A. per l'installazione di antenne radioamatoriali sopra i tetti delle case, mentre richiede tale provvedimento autorizzativo (permesso di costruire o D.I.A.) nel caso in cui il supporto delle antenne consista in un'opera più importante da impiantare direttamente al suolo e che richieda lavori di movimento terra per scavi, plinti di fondazioni etc. E' facile rifiutare in ogni caso questa conclusione, rammentando che la nostra A.G. si estende anche alle antenne, senza le quali di fatto non potremmo svolgere alcun servizio per il quale siamo stati autorizzati. Ma, riacquistando pacatezza e ragionevolezza, dobbiamo riconoscere la cogenza dell'articolo n.17 dell'Allegato 26 del Codice delle Comunicazioni, accennato all'inizio di questo articolo, il quale ci impone il rispetto anche delle norme di carattere "urbanistico". Quindi, in poche parole, siamo si autorizzati ad installare le antenne che riteniamo opportune, ma nel rispetto delle leggi oggi vigenti in merito.
Il consiglio che mi sento di dare a chiunque voglia muoversi correttamente e prevenire eventuali problemi, con conseguenti esborsi di denaro per spese legali (anche nell'ipotesi di finale vittoria, spesso le spese vengono compensate tra le parti, ossia ognuno si paga le proprie...), è quello di conoscere adeguatamente la regolamentazione urbanistica della propria città. Basta recarsi presso l'Ufficio Tecnico del proprio Comune, direttamente o per il tramite di un tecnico di fiducia. Non esiste una regola generale valida per la totalità dei Comuni Italiani. In ambito urbanistico, in pratica, il federalismo è assai più spinto che in altri ambiti, per cui potrebbe essere che in un Comune ti si chieda una D.I.A. per installare il traliccio, mentre in un altro Comune tale installazione ti venga direttamente negata dalle norme. Quanto sopra almeno per sapere a cosa potremmo andare incontro qualora decidessimo di agire senza chiedere alcun atto autorizzativo. E' sempre valido il detto "prevenire è meglio che curare"...
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73 de ik7jwy Art
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Vecchio 11-06-17, 14:51   #2
IK2CNF
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Grazie Art, ben (ri)scritto.

E sia santificata la Wayback Machine, tutti dovrebbero conoscerla e ringraziare

Maurizio ik2cnf
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Vecchio 13-06-17, 13:55   #3
iw5eij
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

A proposito di urbanistica e affini, ho letto (sebbene non sia la mia materia) degli articoli sul DPR 31/2017 sulle autorizzazioni paesaggistiche semplificate.

Secondo te come si ricade in questo decreto (se ci ricadiamo?).

Io ho scorso degli approfondimenti e per quel poco che ci capisco, ho letto termini e misure che sembrano un po' "cuciti addosso" alle SRB.
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Vecchio 14-06-17, 16:38   #4
i4mfa
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

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A proposito di urbanistica e affini...
Io ho vissuto un pessimo (direi quasi Toscano) rapporto con il Comune di residenza.

Antefatto: compro casa, pago 90%, 10% alla verifica di rispondenza non pagato in quanto richiesto ricalcolo per presenza problemi sulla casa; costruttore amico del Segretario Comunale, intervento del Comune con sopralluogo della Polizia Municipale e conseguente Ordinanza di Demolizione (due) del Sindaco che, nonostante dalla mia parte, cosi' come l'Ufficio Tecnico, non ha (politicamente) potuto fare a meno di firmarla, cosi' verbalmente disse a vari Periti di Parte ed a me.

Fatto: Ordinanza di demolizione e successivo mio ricorso al TAR. Mi godo le antenne sul traliccio senza altri problemi (il costruttore, fallito, emigra, cuccandosi il suo 10%)

Stato: latente per 9 anni, poi il TAR dice svegliatevi!
Avvocato: mi son sentito con UTEC, facciamo una DIA e UTEC dice che sei a posto. Facciamo la DIA.

Sentenza: (riferimenti N. 00762/2009 REG.SEN., N. 00574/1995 REG.RIC.)
"Il TAR ER ha pronunciato la seguente SENTENZA avverso il ricorso per l'annullamento previa sospensione della istanza di demolizione: visto l'accoglimento a suo tempo della istanza cautelare [non state a buttar giu; il traliccio dell'OM per ora, studiamo per bene la cosa] e la DIA recentissimamente presentata in sanatoria, il TAR ER dichiara che il ricorso diventa improcedibile per avvenuta carenza di interesse e quindi spese compensate" ovvero l'OM paga il proprio avvocato e, con le tasse comunali, parte di quello della accusa.

Conclusione: speso un sacco di soldi io, parte anche gli altri contribuenti del Comune, non essendomi stata data ragione non ho potuto avere le mie spese pagate, suspence per i successivi enne giorni (si sa mai che la DIA venisse rigettata) ed il traliccio rimane su. Il Comune non ha mai ne' approvato ne' rigettato la DIA, l'avvocato ha detto non svegliar il can che dorme.

Nel frattempo avevo cercato casa (opzione cassata, sono troppo povero) in un comune quasi limitrofo e per prima cosa ero andato in UTEC chiedendo: che limiti ci sono per un radioamatore in questo Comune per installare una antenna su un traliccio? Risposta: se parliamo di un radioamatore con regolare licenza, non di un cb, dovrebbe ben saperlo: nessuno!

Come da post in altro thread, se ARI potesse muoversi a livello nazionale per definire queste cose, sarebbe (utile come associazione e) bello!
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Ultima modifica di i4mfa; 14-06-17 a 16:47 Motivo: Precisazione
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Vecchio 20-06-17, 21:14   #5
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Sentenza che sicuramente farà storia, dateci un parare da esperti, Art soprattutto...


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Vecchio 20-06-17, 22:59   #6
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

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Sentenza che sicuramente farà storia, dateci un parare da esperti, Art soprattutto...
oh, e mica sono avvocato

Per quanto ne sappia, una sentenza del TAR non è equivalente ad una legge dello Stato. Nel senso che fa caso a sé. Comunque è sicuramente positivo che più sentenze del TAR propendano coerentemente per il diritto a installare le antenne.
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Ultima modifica di IK7JWY; 20-06-17 a 23:17
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Vecchio 21-06-17, 07:18   #7
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Certo Art, ma lo sai, non esiste una legge dello stato che dice "le antenne non si possono installare senza....", ma a questo punto esiste una sentenza che dice SI POSSONO installare SENZA, credo che avrà molto peso, un comune che si trovasse a decidere se procedere o meno verso un radioamatore, conoscendo o messo a conoscenza della sentenza sfavorevole per loro del TAR, sicuramente avrà di cui pensarci, mi pare molto positivo anche se naturalmente non è la soluzione a tutti i mali, questo ovvio..
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Vecchio 21-06-17, 07:47   #8
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Un altra causa persa :-)

Un altro ente pubblico che ha sprecato tempo e risorse dei cittadini...... un altro cittadino che ha dovuto subire spese e disagi per 17 anni per vedere affermato un diritto.

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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Pur essendo solo una sentenza, alla fine la giurisprudenza fà legge quanto meno sono esempi e precedenti che un bravo avvocato può usare per perorare la causa di un OM sfortunato.
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Vecchio 21-06-17, 09:19   #10
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Cool Re: Un altra causa persa :-)

..estrapolo dall'articolo:
Più recentemente Il T.A.R. Latina Sez. I, 28/10/2011, n. 861 ha stabilito "che l'installazione di un'antenna sul tetto di un condominio posta al servizio di un impianto di radioamatore, compreso il traliccio quale sostegno dell'antenna medesima, non costituisce trasformazione del territorio agli effetti delle leggi urbanistiche, ma una mera pertinenza e, pertanto, non necessita di autorizzazione o concessione edilizia, a meno che non vi siano opere edilizie eccedenti la semplice posa in opera delle attrezzature tecniche costituenti l'impianto". Il T.A.R. Abruzzo Pescara Sez. I, 18/10/2010, n. 1161 ha inoltre precisato che "se è vero che le antenne per gli impianti di ricetrasmissione radioamatoriali non necessitano di permesso di costruire perché non costituiscono interventi di trasformazione del territorio agli effetti delle leggi urbanistiche, ciò può ammettersi solo per le antenne di radioamatore di piccole dimensioni e, comunque, non per i "tralicci" su cui vanno collocate siffatte antenne".

Qualcuno dovrebbe chiarire cosa si intende per 'piccole dimensioni' ... rispetto a cosa ? La mia Yagi 'dinamica' 3 elementi è decisamente piccola se la paragoniamo a una tre elementi per i 40 o per gli 80 metri. ma è enorme se la confrontiamo con un dipolo tribanda rotativo... Che dire della distinzione fra traliccio e palo per sostenere il tutto su un tetto...??? Mi sembra che ancora si dipenda dall' umore del giudice di turno. Che lo stress sia con voi....
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Vecchio 21-06-17, 11:30   #11
i4mfa
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Re: Un altra causa persa :-)

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... Mi sembra che ancora si dipenda dall' umore del giudice di turno
Io sono stato in sede penale davanti ad un giudice col quale ho dibattuto l'argomento, segnalando la differenza dettata dal rapporto funzionale (antenna tv 300Mhz lunga 1M su sostegno 2M, antenna OM <30MHz impilca >10X) e la moltitudine di tralicci da 20-30M esistenti sia da noi che all'estero.
Mi ha guardato come se volesse citarmi per offesa alla corte...
Si, dipende dall'umore del giudice di turno, come in tutti i processi (vedi Amanda Knox).
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Marco, i4mfa w4mfa
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Vecchio 21-06-17, 11:58   #12
IZ5CML
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Re: Un altra causa persa :-)

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Io sono stato in sede penale davanti ad un giudice col quale ho dibattuto l'argomento, segnalando la differenza dettata dal rapporto funzionale (antenna tv 300Mhz lunga 1M su sostegno 2M, antenna OM <30MHz impilca >10X) e la moltitudine di tralicci da 20-30M esistenti sia da noi che all'estero.
Mi ha guardato come se volesse citarmi per offesa alla corte...
Si, dipende dall'umore del giudice di turno, come in tutti i processi (vedi Amanda Knox).
Infatti ! Così per ogni cosa..
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Vecchio 21-06-17, 12:22   #13
IK7JWY
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Domanda dettata dal buon senso : se , come tutti noi interessati alla faccenda spereremmo, si potessero installare le antenne che si vogliono, sui supporti che si vogliono, allora potrei installare su un edificio condominiale, in Italia, oppure su casa mia in centro storico, un traliccio di 50 metri autoportante, con sopra la monobanda per gli 80m del tipo di quella montata tempo fa da un OM giapponese di cui non ricordo il nominativo ?....
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Vecchio 21-06-17, 12:59   #14
IZ5CML
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

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Domanda dettata dal buon senso : se , come tutti noi interessati alla faccenda spereremmo, si potessero installare le antenne che si vogliono, sui supporti che si vogliono, allora potrei installare su un edificio condominiale, in Italia, oppure su casa mia in centro storico, un traliccio di 50 metri autoportante, con sopra la monobanda per gli 80m del tipo di quella montata tempo fa da un OM giapponese di cui non ricordo il nominativo ?....
Nella sentenza si dice che un'antenna come quella di cui si è dotato il ricorrente... ciò a mio avviso fa intendere che l'oggetto è stato valutato, probabilmente irrilevante dal punto di vista edilizio.
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Vecchio 21-06-17, 13:28   #15
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Mi preme far notare una cosa che è scritta nell'articolo citato all'inizio del 3d e che presumo sia estrapolata dalla sentenza.

Inoltre l'intervento autorizzativo della p.a. ricorre solo nel caso in cui l'impianto riguardi un sito paesisticamente rilevante (ma nel caso di specie non si è verificata questa evidenza). [...]

Il che fa ricordare che non possiamo fare il cavolo che ci pare. Io mi sto facendo problemi per montare una verticale in zona "vincolata" (a Firenze fai prima a veder dove non c'è vincolo).
L'antenna della vecchia sede della sezione ce la fecero smontare proprio per quel motivo.
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Vecchio 21-06-17, 13:57   #16
i4mfa
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

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... se ... si potessero installare le antenne che si vogliono ... potrei installare su un edificio condominiale ... in centro storico, un traliccio di 50 metri autoportante, con sopra la monobanda per gli 80m ...
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TAR Abruzzo 2010 ... solo per le antenne di radioamatore di piccole dimensioni ... non per i tralicci ... cosa si intende per piccole dimensioni ... Che dire della distinzione fra traliccio e palo per sostenere il tutto su un tetto ...
A mio avviso, per quanto qui si legge, il buon senso dice che:
  1. se entri in causa con le amministrazioni, $pendi
  2. per Legge (radioamatoriale), il rispetto urbanistico va tutelato,
    per cui chi abita in centro storico meglio pensi ad una casa ...
    io vivo in campagna... nella palude di Shrek!
  3. la parola traliccio fa pensare grande ad un giudice, che al massimo
    consente installazioni da medio a piccole (vedi sentenze TAR riportate)
  4. il concetto di grande, cosi' come i concetti di impatto ambientale
    e sicurezza legati a tralicci autoportanti rispetto a pali,
    non e' attualmente regolamentato
  5. se qualcuno non spinge per una legge, il governo non puo'
    inventarsi che i radioamatori patiscono ingiustizie:
    se ARI potesse muoversi a livello nazionale per definire queste
    cose, sarebbe (utile come associazione e) bello!
Nel frattempo, parlando seriamente, non abbiamo nessuna legge (o sentenza) che chiaramente (come per il livello di armoniche e la potenza) definisca cosa possiamo fare, ragion per cui o facciamo un fondo comune per pagare I4LEX affinche' in tre anni faccia approvare un addendum tecnico della normativa oppure... aumma aumma.
La seconda opzione... mi fa sc**fo. Ma non e', ripeto, un problema degli OM, e' un problema sociale: in Italia (oltre ai politici, e li' ci sta) alcune categorie (giudici, sindaci, avvocati) hanno un potere maggiore di altre. Se ci tappiamo il naso, si va avanti (e mi fa sc**fo), altrimenti possiamo fare polemica, emigrare, sparare a chi si intromette nei nostri progetti... muoverci, faticando, per realizzare una legge fatta per bene.
Se gentilmente Silvano non quota il mio post per la sola parte fare polemica, come gia' sta pensando, lo apprezzo.
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Vecchio 21-06-17, 15:10   #17
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Ecco, le risposte dalla 1 alla 5 mi trovano d'accordo e mi danno l'occasione per chiarire che la mia era una domanda dalla risposta già nota, posta proprio per esplicitare quanto hai scritto nelle suddette risposte.
Finché la legge (Codice comunicazioni elettroniche) dice che possiamo installare le antenne ma nel rispetto delle norme urbanistiche, tecniche etc etc, le sentenze del TAR possono fare testo solo se citate in una difesa in giudizio. Magari, se rese note in tempo all'Ufficio Tecnico del Comune di competenza o all'amministratore di condominio di turno possono tornare utili per evitare una ordinanza, una causa o una lite. Ma, in generale, restiamo sempre in balia delle interpretazioni di questo o quel giudice.
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Vecchio 21-06-17, 15:37   #18
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

....e cosa dicono le norme urbanistiche, tecniche in campo d'antenne e supporti radioamatoriali??
Stà li secondo me l'inghippo...
Mentre per realizzare un plinto, una sopraelevazione, si sa quello che serve esattamente in termini autorizzativi, per il settore "radioamatori" non è chiara la cosa...non siamo ne carne ne pesce...

73.
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Vecchio 21-06-17, 17:49   #19
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Intanto togliamo di mezzo il discorso paesaggistico, attraverso il recente DPR31/2017 che esclude le antenne.
Rimangono le norme di carattere tecnico, urbanistico, ambientale e di tutela della salute pubblica
In Italia il Consiglio Comunale ha un ruolo paragonabile, in ambito locale, a quello del Parlamento: ascolta i soggettivi pareri degli (eventuali) Assessori e soggettivamente decide.
Su cosa? Su qualsiasi cosa che accada nel comune!
Quindi, analogamente ad una Legge, per la quale occorre, a mio avviso, effettuare quanto al punto 5 del mio precedente post, anche in questo caso il comportamento (civile e sociale) risulta identico:
  • se il Consiglio Comunale e' d'accordo sulla antenna e traliccio, ok
  • se il Consiglio Comunale NON e' d'accordo,
    • vai a vivere in altro comune
    • ti appelli al TAR
    • alle elezioni ti proponi come Sindaco e vuoi solo OM con te
    • spari agli assessori, gli dai una mazzetta ed altre opzioni moralmente criticabili
    • fai un sit-in di protesta stile Marco (non io!)
    • ...
Quindi, come per il giudice... dipende come si sveglia il Sindaco!

Per essere maggiormente chiari, restiamo sempre in balia delle interpretazioni di questo o quel s-i-n-d-a-c-o poiche' cosa dicono le norme urbanistiche, tecniche in campo d'antenne e supporti radioamatoriali lo decide il Consiglio Comunale. Caso per caso.
D'altro canto, se il ConsCom decide di fare la raccolta rifiuti urbani di tipo porta-a-porta e questa cosa fa arrabbiare tutta la popolazione, alle successive elezioni teoricamente cambia il ConsCom ed il nuovo abroga la precedente infausta decisione.
Se mille radioamatori da Reggio Calabria a Torino andassero davanti al Municipio quando un radioamatore vi si reca per proporre al Responsabile (Assessore, typ) della Urbanistica di non ostacolare l'innalzamento della propria antenna (e traliccio), lo stesso capirebbe di avere a che fare con un argomento di cui altri hanno la soluzione; in alternativa deve andare a naso, normalmente (politicamente) scegliendo una strada contraria ai desideri degli OM.
Ma gli OM non vanno nemmeno in Sezione...
Mi raccomando, interpretate bene i miei corsivi e le mie lineette...
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Ultima modifica di i4mfa; 21-06-17 a 17:51 Motivo: correzioni sintattiche
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Vecchio 22-06-17, 11:27   #20
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Quote:
Originariamente inviata da i4mfa Visualizza il messaggio
Intanto togliamo di mezzo il discorso paesaggistico, attraverso il recente DPR31/2017 che esclude le antenne.[...]
Sicuri che le esclude?
Vorrei sentire il parere di un professionista
Leggete il punto 38 della seconda tabella allegata.
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Vecchio 22-06-17, 12:48   #21
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Quote:
Originariamente inviata da iw5eij Visualizza il messaggio
Sicuri che le esclude?
Vorrei sentire il parere di un professionista
Leggete il punto 38 della seconda tabella allegata.
Cito:
A.5. installazioni di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli edifici non soggette ad alcun titolo abilitativo edilizio, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne, purché effettuate su prospetti secondari, o in spazi pertinenziali interni, o in posizioni comunque non visibili dallo spazio pubblico, o purché si tratti di impianti integrati nella configurazione esterna degli edifici, ed a condizione che tali installazioni non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest'ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l'edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;
B.7. installazione di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli edifici, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne, su prospetti prospicienti la pubblica via o in posizioni comunque visibili dallo spazio pubblico, o laddove si tratti di impianti non integrati nella configurazione esterna degli edifici oppure qualora tali installazioni riguardino beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest'ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l'edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;
B.38. installazione di impianti delle reti di comunicazione elettronica o di impianti radioelettrici, diversi da quelli di cui all'art. 6, comma 4, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, che comportino la realizzazione di supporti di antenne non superiori a 6 metri se collocati su edifici esistenti, e/o la realizzazione di sopralzi di infrastrutture esistenti come pali o tralicci, non superiori a 6 metri, e/o la realizzazione di apparati di telecomunicazioni a servizio delle antenne, costituenti volumi tecnici, tali comunque da non superare l'altezza di metri 3 se collocati su edifici esistenti e di metri 4 se posati direttamente a terra;
Art. 6. comma 4. In deroga all’articolo 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, non sono
soggette ad autorizzazione paesaggistica l’installazione o la modifica di impianti delle reti di comunicazione elettronica o di impianti radioelettrici, da eseguire su edifici
e tralicci preesistenti, che comportino la realizzazione di pali di supporto per antenne di altezza non superiore a 1,5 metri e superficie delle medesime antenne non superiore
a 0,5 metri quadrati. Resta ferma l’applicazione degli articoli 20 e seguenti del codice di cui al citato decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modificazioni.


Quindi inutile sentire i pareri di un professionista: ho toppato, avendo letto la sintesi:
Interventi esclusi da autorizzazione paesaggistica,
le novità previste dal dpr 31/2017

Il nuovo dpr 31/2017 contenente il regolamento di semplificazione dell’autorizzazione paesaggistica prevede una serie di interventi liberi, ovvero interventi ed opere escluse da autorizzazione paesaggistica, come ad esempio:
installazioni di impianti tecnologici esterni a servizio dei singoli edifici non soggette ad alcun titolo edilizio (condizionatori e impianti di climatizzazione, caldaie, parabole, antenne, ecc.)

Mai dare per scontato quello che si trova su internet! LEGGERE la fonte!
Quindi nel mio post la seconda frase va letta come:
Rimangono le norme di carattere tecnico, urbanistico, ambientale e di tutela della salute pubblica
Il concetto non cambia.
Parliamo sempre di Assessore per urbanistica ed ambiente.
E posizioni comunque non visibili dallo spazio pubblico non si applica al nostro caso!
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Ultima modifica di i4mfa; 22-06-17 a 12:51 Motivo: chiarimento
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Vecchio 22-06-17, 15:12   #22
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Re: normativa antenne radioamatoriali: TECNICHE ED URBANISTICHE

Beh, magari loro si riferiscono ad antenne e parabole tv, che spesso possono essere non visibili da terra..... se basse, piccole e nel centro del tetto.
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Vecchio 22-06-17, 15:32   #23
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Beh, magari loro si riferiscono ad antenne e parabole tv, che spesso possono essere non visibili da terra..... se basse, piccole e nel centro del tetto.
Si, ho gia' preso una svista simile quando ripassavo matematica per analisi 1 e mi sono ritrovato su... uno strano sito facendo una ricerca su integrale.
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