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Pali e tralicci Quesiti, discussioni, fotografie, normative relative ai supporti meccanici delle antenne ad uso dei radioamatori.

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Vecchio 08-06-17, 12:52   #1
IK7JWY
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Post normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Sto recuperando vecchi articoli a suo tempo da me pubblicati su altro spazio web , per inserirli in questa sezione del forum, ritenendo l'argomento molto sentito da molti di noi.

Comincio con questo che scrissi nell'ormai lontano 2006. Naturalmente, a distanza di 11 anni molte cose possono essere cambiate. Pertanto, saranno ben gradite dritte, aggiornamenti, suggerimenti di links etc

ANTENNE E PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Autore: Ing. Arturo D'Aprile (IK7JWY) - last update 1-9-2006
Le norme CEI 81-1, CEI 81-4 e la guida CEI 81-8 non sono più valide, essendo state messe da parte, per essere sostituite dalla nuova Norma CEI 81-10. Quest'ultima, già pubblicata dal CEI nel mese di aprile 2006, contiene le norme internazionali:

IEC 62305-1 ed 1.0: Protection against lightning - Part 1: General principles.
IEC 62305-1 ed 1.0: Protection against lightning - Part 2: Risk managment.
IEC 62305-1 ed 1.0: Protection against lightning - Part 3: Physical damage to structures and life hazard.
IEC 62305-1 ed 1.0: Protection against lightning - Part 4: Electrical and electronic systems within structures.

Il metodo di verifica illustrato in questa pagina, dunque, non è più valido. Esso va dunque inteso quale esemplificazione di concetti della verifica della protezione da scariche atmosferiche.
I fulmini sono sicuramente una delle più impressionanti manifestazioni della imponente forza della Natura. Secondo alcune teorie sulla formazione della vita sul nostro pianeta, pare addirittura che i fulmini siano stati una delle cause determinanti per l'innesco dei processi della vita. Se in passato essi hanno favorito il formarsi della vita sulla Terra, oggi, tuttavia, possono essere causa di perdite di vite umane, oltre che di ingenti danni materiali. Basti pensare che la parte impulsiva della corrente di fulmine può raggiungere valori di picco di 200.000 A, mentre la parte continuativa può assumere, pur se eccezionalmente, valori di 10.000 A per alcuni tipi di fulmine. Considerati i suddetti valori della corrente in gioco, è facile capire il motivo per cui i fulmini posso facilmente innescare incendi o in alcuni casi vere e proprie esplosioni della struttura colpita.
Tuttavia, quella di vedere le proprie antenne colpite da un fulmine è una possibilità che ciascuno di noi tende, scaramanticamente, a ritenere trascurabile, ma purtroppo essa è reale. I Radioamatori italiani, pur se apparentemente non soggetti agli obblighi derivanti dalla nota legge sulla sicurezza degli impianti (legge n.46/90), così come precisato dalla nota del Ministero dell'Industria in data 7-05-1994, sono tuttavia tenuti a verificare che i propri sistemi di antenna siano tali da non rappresentare maggiore rischio di fulminazione per sé stessi e per i propri vicini di casa. In sostanza, come precisato nella citata nota del Ministero dell'Industria, occorre far salva la necessità di garantire una applicazione della norma CEI-81/1 (protezione di strutture contro i fulmini) qualora una installazione di antenna radioamatoriale possa, in relazione alle sue caratteristiche, alterare l'altezza virtuale di un edificio e quindi rendere necessaria una protezione di tutto l'edificio contro i fulmini.
Obiettivo di questo articolo è quello di illustrare per grandi linee il metodo di verifica dei propri sistemi di antenna ai sensi di quanto previsto dalla citata Norma CEI 81-1. Quanto verrà di seguito esposto è frutto di ormai numerosi anni di attività professionale del sottoscritto, in qualità di Ingegnere Civile, nel settore degli impianti, prevalentemente in quelli elettrici, a servizio dell'edilizia civile. Non nutro, ovviamente, alcuna pretesa di completezza e rinvio comunque il lettore non esperto di tali problematiche alla consulenza del proprio Tecnico qualificato di fiducia.
Innanzitutto, cosa significa verificare il proprio sistema di antenna ai sensi della Norma CEI-81/1 ? Può significare cose diverse a seconda della situazione di partenza. Se l'edificio su cui si trova la nostra antenna, prima dell'installazione di quest'ultima, non necessitava di impianto di protezione dalle scariche atmosferiche (fulmini) allora la verifica con la 81/1 significherà andare a vedere se eventualmente tale necessità di disporre una protezione dai fulmini non sia derivata proprio dalla presenza della nostra antenna. Qualora, invece, l'impianto di protezione dai fulmini fosse presente già prima dell'installazione dell'antenna radioamatoriale, verificare con la 81/1 significherà capire se, per effetto della presenza dell'antenna, non sia necessario adeguare le parti costituenti del nostro impianto di protezione dai fulmini.
In questo articolo cercherò di illustrare come si procede con la verifica semplificata prevista dalla citata Norma CEI 81/1. La procedura rigorosa con cui si accerta la necessità di protezione dai fulmini, infatti, è contenuta in altra Norma CEI, precisamente la 81/4. Tale procedura rigorosa è assai complicata e laboriosa, pur se di carattere assolutamente generale. Essa, infatti, si basa sul confronto tra RISCHIO e RISCHIO TOLLERABILE. Per edifici "ordinari" elencati nell'appendice G della Norma CEI 81/1, invece, si può procedere per via semplificata.
La procedura semplificata, come quella rigorosa, prende in considerazione separatamente la fulminazione diretta e la fulminazione indiretta. Intuitivamente, si ha fulminazione diretta quando il fulmine colpisce direttamente la struttura. La fulminazione è, invece, indiretta quando il fulmine cade nei pressi della struttura o colpisce una linea elettrica entrante nella struttura.
Nel caso che interessa, si considera solo la fulminazione diretta dell'antenna e il rischio di perdita di vite umane. Questo nell'ipotesi di antenne di altezza > 1 mt o aventi superficie > 1mq, comprendendo in tal modo, credo, la quasi totalità delle antenne radioamatoriali. Per antenne, o comunque per qualsiasi altro oggetto metallico presente in terrazza e di dimensioni inferiori a queste, la Norma non impone alcuna verifica oltre a quella relativa all'intero edificio.
Per poter applicare la procedura semplificata, inoltre, è necessario che non sia prevista presenza di persone, in numero e per un periodo di tempo elevati, intorno all'edificio, per una distanza di 5 metri da esso. Ciò accade, per esempio, quando al piano terra dell'edificio è ubicato un cinema o una discoteca. In questi casi è ancora ammessa la procedura semplificata a condizione però di aumentare la resistività del terreno ad almeno 5000 Ohmm, ad esempio stendendo un manto di asfalto di adeguato spessore.
La procedura semplificata applicata al caso delle antenne, in sostanza, consiste nel confronto di tre parametri:
Nd = frequenza di fulminazione diretta dell'edificio considerato privo di antenna;
N'd = frequenza di fulminazione dell'edificio considerato con l'antenna;
Na = frequenza di fulminazione tollerabile dell'edificio
Come si vede, dunque, il confronto in questo caso viene fatto tra FREQUENZE e non tra RISCHI.
Il primo parametro, Nd, si calcola mediante la formula:
Nd = Nt x C x A /1.000.000 (fulmini/anno)
dove:
Nt = densità annuale di fulmini al suolo relativa alla zona ove è situata la struttura. Si misura in fulmini/kmq anno. Esiste un elenco ufficiale di tutti i Comuni d'Italia con relativo valore di tale densità annuale di fulmini al suolo.
C = coefficiente ambientale, variabile da 0,25 a 2 a seconda della topografia della zona e degli oggetti circostanti. E' adimensionale.
A = area di raccolta della struttura isolata. Si misura in mq. Essa è definita come la misura della superficie del terreno che ha la stessa frequenza di fulminazione diretta della struttura. Per calcolare tale grandezza è necessario conoscere la geometria della struttura da proteggere, ossia le sue dimensioni in pianta e la sua altezza, o le sue altezze nel caso di edifici con corpi di fabbrica a diverse altezze. Una volta nota la geometria della struttura, se ne ricava l'area di raccolta proiettando sul terreno il contorno superiore della struttura con raggi di proiezione di pendenza 1:3. In pratica, si traccerà intorno alla pianta dell'edificio una poligonale costituita da segmenti posti a distanza 3H dai corrispondenti lati dell'edificio (H è l'altezza dell'edificio) e da archi di circonferenza di raggio 3H e centro nei vertici della pianta dell'edificio.
Se la struttura fosse semplicemente parallelepipeda, allora è più facile calcolare l'area di raccolta per via analitica con la formula:
A = L x W + 6 x H x (L + W) + 9 x 3.14 x H^2 (in mq)
dove L, W e H sono rispettivamente la lunghezza, la larghezza e l'altezza in metri della struttura.
Il secondo parametro oggetto di confronto nella procedura semplificata, N'd, si determina come sopra, ma considerando la presenza dell'antenna (altezza e posizione sul tetto). Questa, infatti, può aumentare l'area di raccolta della struttura.
Il terzo parametro, Na, infine, si stabilisce con l'uso della tabella G.2 della Norma CEI-81/1, a seconda del tipo di struttura e dell'entità del rischio di incendio (ridotto, ordinario, elevato). Esso varia da un minimo di 0,0005 fulmini/anno ad un massimo di 5 fulmini/anno. Nel caso di edifici civili con rischio di incendio ordinario Na risulta pari a 0,05 fulmini/anno.
In definitiva dal suddetto confronto tra Na, Nd e N'd, possono scaturire tre diversi risultati:
1) Nd minore di Na e N'd minore di Na. Ciò significa che prima dell'installazione dell'antenna, l'edificio non necessitava di protezione dai fulmini e tale situazione non muta dopo l'installazione dell'antenna. Non sono dunque necessarie misure di protezione. E' il caso che auguro a tutti, HI.
2) Nd minore di Na ma N'd maggiore di Na Ciò significa che prima dell'installazione dell'antenna, l'edificio non necessitava di protezione dai fulmini ma, a seguito dell'installazione dell'antenna, tale protezione si rende necessaria. L'antenna, cioè, ha aumentato in modo inaccettabile la frequenza di fulminazione della struttura in esame. Occorrerà, pertanto, rivolgersi al proprio impiantista qualificato per la realizzazione dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche. Ciò consisterà nel collegare l'antenna (il supporto metallico) con ALMENO una calata ad un dispersore di resistenza di terra non superiore a 10 Ohm oppure conforme all'art.2.4.2 della Norma. Se, poi, intorno all'edificio per una distanza di 5 metri dalla calata, è prevista la presenza di persone in numero elevato o per un periodo di tempo elevato (ad esempio piazze o ingressi di cinema o discoteche etc..), allora occorrerà garantire una resistività superficiale del suolo di almeno 1000 Ohmm (ad esempio stendendo un manto di asfalto di adeguato spessore) oppure bisognerà ostacolare la presenza di persone a meno di 5 metri dalla calata. La calata, nel caso suddetto di presenza di persone, andrà protetta con tubo in PVC di almeno 3 mm di spessore. Occorrerà, infine, realizzare un impianto di protezione interno (LPS interno) con l'installazione in posizioni adeguate di idonei limitatori di sovratensioni.
3) Nd maggiore di Na e N'd maggiore di Na Ciò significa che l'edificio già prima dell'installazione dell'antenna necessitava di protezione dai fulmini e che, a maggior ragione, tale protezione sarà necessaria dopo l'installazione dell'antenna. Nell'ipotesi che l'impianto di protezione sia effettivamente stato già fatto prima, occorrerà soltanto adeguarlo alla nuova situazione. Anche in questo caso, dunque, occorrerà rivolgersi al proprio impiantista qualificato di fiducia.
Come accennato sopra, tuttavia, oltre alla fulminazione diretta (fulmine che colpisce direttamente l'antenna) è possibile subire danni anche per effetto di fulminazioni indirette (fulmine che cade nei paraggi o che colpisce una linea elettrica entrante nell'edificio). Ciò, magari, potrebbe accadere dopo aver verificato, come sopra, che non è necessario installare un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche relativamente alle fulminazioni dirette...
In altre parole, potremmo aver verificato, come sopra, che la nostra antenna non aumenta sensibilmente la frequenza di fulminazione diretta dell'edificio e che quest'ultimo è, come si suol dire, autoprotetto, ma potremmo poi venire interessati da una fulminazione indiretta perchè un fulmine cade nelle vicinanze o colpisce la linea elettrica che fornisce energia al nostro edificio...
Come si fa, in questi casi, a verificare la necessità o meno di misure di protezione dalle fulminazioni indirette ?
E' ovvio, innanzitutto, che tale ulteriore verifica andrà in realtà fatta proprio nel caso più tranquillo, dal punto di vista della fulminazione diretta, ossia nel caso 1 (Nd minore di Na e N'd minore di Na).
Per determinare se la struttura necessita di protezioni dalle fulminazioni indirette occorrerà stabilire le caratteristiche delle linee entranti e quelle della struttura da proteggere.
Si distingue, a tal fine, tra strutture con impianti interni essenziali e strutture senza impianti interni essenziali. Cosa sono gli impianti interni essenziali ? Sono quegli impianti il cui mancato funzionamento provoca subito il danno. Esempi: immobili per servizi pubblici essenziali (energia elettrica, acqua, gas, telefoni etc). Secondo il mio modesto parere, invece, non vanno considerati come impianti essenziali quelli in uso ai radioamatori, pur se questi ultimi eventualmente impegnati nella protezione civile...
Restando nel nostro ambito, quindi nell'ipotesi di assenza di impianti interni essenziali, e nel caso di linee elettriche aeree bisognerà verificare che risulti:
Nt x L minore di N'l
dove:
L = lunghezza della linea elettrica fino al più vicino trasformatore (o cabina) con un massimo di 1 Km;
N'l = valore limite della frequenza di fulminazione indiretta, che si desume dalla tabella G4 della Norma CEI-81/1.
In caso contrario, occorrerà proteggere la struttura dalle sovratensioni provenienti dalle linee entranti a mezzo di limitatori di sovratensioni (SPD) di idonee caratteristiche, oppure con trasformatori di separazione di caratteristiche appropriate.
Resto a disposizione di chi volesse conoscere il valore di Nt relativo al proprio Comune o di chi intendesse sottoporre a verifica il proprio sistema di antenna.
A chi volesse approfondire l'argomento suggerisco l'ottimo volume "ELETTROQUESITI 3 - Fulmini e Parafulmini" edizioni TNE (sito internet: www.tne.it )
L'elenco di tutte le Norme CEI lo trovate all'indirizzo: www.ceiuni.it
__________________
73 de ik7jwy Art
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Vecchio 08-06-17, 17:34   #2
SP/I4ZSQ
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Smile Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Grazie per il 3D, mi ero dimenticato di collegare il palo ai picchetti di massa...
SP/I4ZSQ non  è collegato   Rispondi quotando
Vecchio 08-06-17, 19:39   #3
i4mfa
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Segnalo a tutti che e' inutile fare ricerche legate a questo argomento su internet, in quanto tali ricerche si possono riassumere in due categorie:
  1. ricerche malfatte, e quindi non andrebbero (almeno qui) riportate
  2. ricerche ben fatte, e tutte riconducono a IK7JWY
Spero che tutti interpreteranno quanto sopra unicamente come un ringraziamento a IK7JWY...
Una piccola osservazione, dal punto di vista giuridico: quanto rintracciato sul punto suggerisce, a mio avviso, di farsi un bel foglio di carta con su i conti spiegati da IK7JWY e tenerlo li'. PUNTO. Nessuno (se non vi fate nemici locali) effettua controlli ed al primo (vero) disastro (da un paio di morti in su') vi viene affibbiata per Legge (DPR 662) una multa da 1000 Euro; se un (vero) professionista vi prende meno della meta', e' un santo (se ve li prende l'antennista, e' un furfante: non puo'!).

Nello scorso millennio potevamo mettere su il parafulmine (io lo feci) collegato al pozzetto col suo bel cavo di rame...
Hanno prodotto informazioni interessanti su questo punto:
Claudio Pozzi,IK2PII, Le serate della sezione ARI di Milano, 2010
Giovanni Varallo, IZ3HPC, Radioamatori e Norme, 2011
(che segnala non CEI-81/1 ma CEI EN 62305-2
essere la normativa di riferimento)
Oltre ai citati anche Ik4PKK, RadioAmatori antenne e fulmini, 2007, ma qui ci riagganciamo alla necessita' di aggiornamento segnalata da IK7JWY.
Allego qualche documento, criticabile forse ma che potrebbe far si' che qualcuno aiuti IK7JWY nella... noiosissima impresa che si e' messo in testa di fare per tutti noi! GRAZIE!
IK2PII AntenneTerra.pdf
IZ3HPC RadioamatoriNormediIZ3HPC.pdf
Ik4PKK antennefulmini.pdf
__________________
Marco, i4mfa w4mfa
https://www.qrz.com/db/I4MFA/
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Vecchio 09-06-17, 07:56   #4
ik2xyi
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Thumbs up Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

uno dei post più interessanti che ricordi!
A parte ovviamente gli articoli di Silvano sulle RR degli anni 70!
Grazie JWY e MFA!
73's
Luk
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Vecchio 09-06-17, 08:20   #5
IZ5DKJ
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Nell'anno 2005 , durante un controllo dell'allora mincom mi fu richiesta
esplicitamente questa documentazione.
Ovviamente mi sono rivolto ad Arturo e non ho avuto nessun problema.
Saluti
__________________
73 Simone IZ5DKJ

https://www.qrz.com/DB/IZ5DKJ
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Vecchio 09-06-17, 10:00   #6
I0XJ
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Segnalo che l'argomento era stato trattato anche su RR 4/1998 da I2GEK, se ricordo bene anche con esempi, ma riferiti alla vecchia norma 81/1.

Attualmente sono in vacanza in zona 7 (tra l'altro dalle parti di Art..) e non posso consultare il mio archivio, ma forse qualcuno lo può trovare nella propria documentazione.

Consultando il sito CEI, la normativa in vigore (aggiornata al 2013) è in vendita solo in volume cartaceo a 280 euro.
Potrebbe essere interessante conoscere, almeno a grandi linee, in cosa differisce il metodo illustrato da Art, derivato dalla 81/1, dai criteri contenuti nella EN CEI 62305-2 /81/10.

73 John i0XJ
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Vecchio 09-06-17, 14:20   #7
i4mfa
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Quote:
Originariamente inviata da I0XJ Visualizza il messaggio
... argomento ... trattato ... 1998
Le Leggi cambiano, suggerisco non consultare trattati piu' vecchi della nostra Legge.
Quote:
Originariamente inviata da I0XJ Visualizza il messaggio
Potrebbe essere interessante conoscere ... contenuti ... CEI 62305-2
CEI EN 62305 (CEI 81-10):2013 Parte 2: Valutazione del rischio
E mettiamoci altri due link noiosi, Valutazione rischio (pubblicata anche da INAIL L'Aquila) e Relazione tecnica di noiosissimi toscani.
__________________
Marco, i4mfa w4mfa
https://www.qrz.com/db/I4MFA/

Ultima modifica di i4mfa; 09-06-17 a 14:31 Motivo: Precisazione
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Vecchio 09-06-17, 14:53   #8
i4mfa
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Quali sono le norme CEI per installare antenne?
Non so quanto applicabile a noi OM,
Per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza far riferimento alla Norma CEI EN 60728-11 (CEI 100-126). La Guida CEI 100-7 fornisce inoltre un utile supporto per l’applicazione di queste Norme di riferimento.
Fin dal 2007 ARI Milano evidenziava differenze rispetto alle antenne tv.
__________________
Marco, i4mfa w4mfa
https://www.qrz.com/db/I4MFA/
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Vecchio 09-06-17, 17:17   #9
I0XJ
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Grazie Marco per i link,
ho letto quello INAIL 2016 che si scarica dal sito: "testo unico sicurezza" e vedo che gli autori citano lo stesso metodo e la stessa formula (pag.28) per il calcolo dell'area equivalente citata da Art nel suo post, ma anche da IK4PKK e credo da I2GEK (come io ricordavo).
Non compare nella sintesi della DEHN (ma forse non c'è perché non è variata) e a questo punto la domanda è: la nuova norma 81-10 (60235-2) ed. 2013 ha recepito (o non abrogato) questo metodo, in particolare per verificare se un edificio è "autoprotetto" anche con un'antenna OM sul tetto?

TNX per chiarimenti

John i0XJ
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Vecchio 13-06-17, 11:27   #10
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Ciao,
quale professionista in materia confermo la validità della norma CEI EN 62305.

Tutto quanto era parte della CEI 81-1 non è più utilizzabile anche se i principi generali di valutazione del rischio rimangono i medesimi.

Sono cambiati inoltre i criteri di determinazione della densita di fulmini a terra a kmq/anno.

La norma CEI 81-3, che definiva tali valori per i vari territori comunali, è stata abrogata. Adesso bisogna determinare tale valore interrogando banche dati che forniscono la densita di fulmini di cui sopra in base alla coordinate geografiche del volume da proteggere.

Resta il fatto che la valutazione del rischio di danni da "fulmine" eseguito secondo la CEI EN 62305 assolve ai doveri di cui al D.Lgs. 81/08 e in generale alle richieste in merito di valutazione dei rischi.

Vi ho scritto quanto sopra "al volo" chiedete se avete qualche curiosità specifica.
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Vecchio 13-06-17, 11:40   #11
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Quote:
Vi ho scritto quanto sopra "al volo" chiedete se avete qualche curiosità specifica.
La domanda, rivolta non solo a te ovviamente, leggendo questo interessante articolo è, che fa l'OM a cui l'amministratore di condominio o peggio ancora le autorità, chiede la certificazione ?
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Vecchio 13-06-17, 13:02   #12
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Quote:
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La domanda, rivolta non solo a te ovviamente, leggendo questo interessante articolo è, che fa l'OM a cui l'amministratore di condominio o peggio ancora le autorità, chiede la certificazione ?
Elementare Watson: si rivolge ad un tecnico competente in materia e si fa redigere la relazione, sperando che la struttura risulti autoprotetta Per quella che è stata sinora la mia esperienza, per impianti normali l'autoprotezione è in genere verificata.
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Vecchio 13-06-17, 13:05   #13
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

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Elementare Watson: si rivolge ad un tecnico competente in materia e si fa redigere la relazione, sperando che la struttura risulti autoprotetta Per quella che è stata sinora la mia esperienza, per impianti normali l'autoprotezione è in genere verificata.
Hai detto poco Art, spendere non meno di 1000€ così... per una richiesta dettata dalla non conoscenza altrui, non sono pochi.
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Certamente € 1000,00 è un dato plausibile ma sono convinto che si possa tranquillamente scendere a € 500,00.
In fin dei conti, a meno di situazioni molto particolari e difficili da simulare, con lo Zeus di Tuttonormel puoi produrre tutta la documentazione in meno di un'ora.
Poi altra considerazione: nello "Shack" si sono apparecchiature da 1500 euro in su... quindi non fate i T-Rex (leggi braccini corti)
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Quote:
Originariamente inviata da iz7cdb Visualizza il messaggio
Certamente € 1000,00 è un dato plausibile ma sono convinto che si possa tranquillamente scendere a € 500,00.
In fin dei conti, a meno di situazioni molto particolari e difficili da simulare, con lo Zeus di Tuttonormel puoi produrre tutta la documentazione in meno di un'ora.
Poi altra considerazione: nello "Shack" si sono apparecchiature da 1500 euro in su... quindi non fate i T-Rex (leggi braccini corti)
Non tutti gli OM sono milionari, non tutti.. non guardare troppa favenz.. (televisione ), 500€ sono una cifra molto importante per produrre un documento inutile... piuttosto mi chiedo quanto sia improbabile far accettare un'autocertificazione, d'altronde agli OM viene concesso di installare il proprio impianto, fermo restando l'obbligo di rispettare le norme tecniche di sicurezza.
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Vecchio 13-06-17, 13:28   #16
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Appunto, Enrico, il Codice delle Comunicazioni ci consente di installare le antenne ma nel rispetto delle norme esistenti. La sicurezza propria e del vicinato da eventuali scariche atmosferiche è altrettanto importante. Per questo è previsto che un tecnico competente si prenda la responsabilità di fare le dovute verifiche, ai sensi della vigente normativa tecnica di settore, e certifichi che la struttura è eventualmente autoprotetta.
Che poi anche le norme di settore siano perfettibili e che un fulmine potrebbe comunque decidere di piombarti addosso mentre sei per strada attorniato da palazzi molto più alti di te, purtroppo anche questa probabilità, pur se molto bassa, non può essere esclusa
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Vecchio 13-06-17, 13:51   #17
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

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Appunto, Enrico, il Codice delle Comunicazioni ci consente di installare le antenne ma nel rispetto delle norme esistenti. La sicurezza propria e del vicinato da eventuali scariche atmosferiche è altrettanto importante. Per questo è previsto che un tecnico competente si prenda la responsabilità di fare le dovute verifiche, ai sensi della vigente normativa tecnica di settore, e certifichi che la struttura è eventualmente autoprotetta.
Che poi anche le norme di settore siano perfettibili e che un fulmine potrebbe comunque decidere di piombarti addosso mentre sei per strada attorniato da palazzi molto più alti di te, purtroppo anche questa probabilità, pur se molto bassa, non può essere esclusa

Si, Art, ma non torna.. per le norme elettriche, non viene chiesta una certificazione pur essendoci l'obbligo di rispettarle, per l'inquinamento elettromagnetico nemmeno, al limite si richiede di segnalare il proprio impianto all'Arpa, ma senza produrre certificazioni come accade invece per gli impianti radio commerciali, perchè per le fulminazioni si ?
Mi si dirà per il rischio, ma anche quello della salute pubblica non è materia tanto leggera.. anzi, solo che si è visto che gli impianti radioamatoriali non producono inquinamento elettromagnetico e quindi gli si evita di produrre documentazione inutile, lo stesso a mio avviso si dovrebbe fare per il rischio fulminazione, visto che, come dici anche tu, nella stragrande maggioranza dei casi, l'installazione di un impianto d'antenne "medio" non cambia lo stato di rischio dell'edificio, all'assurdo può essere richiesto anche per una banale verticale o un palo di 2m con una collineare per le vhf da 70cm, da parte dell'amministratore.
E poi come la mettiamo se sopra un traliccetto con direttiva per le HF, certificato, ci aggiungiamo 2m di mast ed un dipolo dei 40m ? Oppure una collineare v/uhf in cima ? Richiediamo la certificazione ?
O un altro paletto di 2m, quindi più basso del prima, per installarci sopra un piccolo loop per l'rx ? L'amministratore richiede certificazione anche per quello ?

Io credo che urgerebbero pronunciamenti da parte di qualche autorità su come gli OM si devono comportare, il rischio di limitare fino a quasi impedire l'attività radioamatoriale, di questo passo, ci sia tutto.
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Vecchio 13-06-17, 14:34   #18
IK7JWY
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Possiamo discutere fino a domani mattina, che io sappia lo status quo normativo è l'esistenza del D.M. n.37/2008 , che ha sostituito la legge n.46/90 (sicurezza degli impianti) e quella de
Quote:
" la nota datata 9-9-1994 della Direzione Centrale dell'allora Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, a firma dell'Ing. Avanzi, con cui si comunicava all'Associazione Radioamatori Italiani quanto segue:
"Il medesimo Dicastero dell'Industria, con data del 7.5.1994, della quale si unisce copia, ha ritenuto che l'attività radioamatoriale possa considerarsi esente dalle previsioni della legge 46/90 restando però..."salva la necessità, di garantire una reale applicazione della norma CEI-81/1 (protezione di strutture contro i fulmini), qualora una installazione di antenna radioamatoriale possa, in relazione alle sue caratteristiche, alterare l'altezza virtuale di un edificio e quindi rendere necessaria una protezione di tutto l'edificio contro i fulmini". La suddetta nota venne pubblicata su Radio Rivista n.10 del 1994. "
(testo preso da altra discussione su questo forum, recentemente recuperata con archive.org da altro spazio web)

La suddetta nota si riferiva alla legge n.46/90, presumo sia valida ancora oggi in regime di D.M. 37/2008. E' vero che una nota ministeriale non è "legge", ma allora sarebbe pure peggio, perchp il D.M.37/2008, nè la 46/90, prevede esplicitamente esenzioni per impianti radioamatoriali (!).

Quindi, finché non interverrà una modifica di legge, questa è la suonata. Sempre fatto salvo qualcosa che al momento disconosco e della cui conoscenza sarei grato a chi me la fornisse.
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Vecchio 13-06-17, 14:37   #19
iw5eij
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Leggendo sempre al volo e rispondendo altrettanto...

Ho fatto qualche calcolo per dei radioamatori il cui condominio ha chiesto specificatamente ciò: la cosa non è del tutto prova di senso.

La valutazione del "rischio di fulminazione" dovrebbe far parte della progettazione di un impianto elettrico quale può esser quello dei servizi condominiali.
Quindi posto che l'impianto condominiale abbia "le carte in regola" la valutazione è stata fatta, sono state prese le eventuali misure necessarie e il rischio è comunque "accettabile".

Arriva un OM che monta il suo bel palo (o traliccetto) sulla copertura dell'edificio, questo va a cambiare le carte in tavola e mi pare giusto che un amministratore chieda a chi ha "provocato" il cambiamento di dimostrare il perdurare delle condizioni preesistenti o comunque il non aggravio del rischio.
Ci sono situazioni (es. condominio con centrale termica centralizzata oppure autorimessa o alto più di 24m.) dove la relazione di calcolo ex 81-1 fa parte della documentazione necessaria per l'ottenimento del certificato di prevenzione incendi. Quindi è un documneto abbastanza delicato.

Resta la questione che dici tu, delle "modeste installazioni" (o dei dota) potrei andar a ricercare i dati per delle valutazioni che ho fatto: ti assicuro le variazioni sono davvero risibili.
Se tu montassi un'antenna per le V-UHF, da tecnico, mi verrebbe da dirti ti scrivo una relazione dove dichiaro -che le variazioni sono impercettibili-, ma se non ho un calcolo precedente come posso sapere se sono impercettibili.

Spendete qualcosa ed elemosinate una relazione tecnica....

@CDB... e ce l'ho anch'io zeus si magari ci vuole poco, ma ci vuole un po' di più per sapere cosa stai scrivendo (e timbrando) HI
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Vecchio 13-06-17, 15:22   #20
IZ5CML
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Il fatto è che altrettanto può essere richiesto per il rischio sismico.. e poi per quello statico, ora se si progetta ed installa un traliccio di 30m lato 70 con plinto e relativa Scia etc, possono essere cose che tra metterle dentro il conto o meno, impattano poco sul costo finale, e conviene fare tutto in regola ossequiosamente, vuoi anche per l'impatto non indifferente del sistema sul resto delle persone, cose etc.

Ma per un palo del ca.. di 5-6-7m su un tetto di un condominio di 50*70m, per metterci sopra una direttivuccia, una hexbeam di plastica o peggio ancora, una banale verticale HF, che in totale ti può costare meno di 1000€, tutto questo diventa poco sostenibile e d'altronde giustificabile, ecco che li scatta la forte, grossa, disincetivazione all'attività radioamatoriale.
Questa dovrebbe essere la priorità di qualsiasi associazione di radioamatori che non fosse solo di facciata, ma qui andiamo OT.
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Vecchio 14-06-17, 17:07   #21
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Considerazione.
In ITALIA il Servizio di Radioamatore viene governato da una normativa che cita le ben note affermazioni a riguardo di questo punto.
In ITALIA la Circolazione Stradale viene governata da una normativa che prescinde dal fatto che per qualcuno di noi sia maggiormente economico circolare contromano (ad esempio).
In ITALIA non ci sono Leggi che vietano ai siti web di essere realizzati con errori (scusami iw5eij se mi permetto, ma www.iw5eij.it riporta Error 404).

Pertanto, a mio avviso, in Italia:
- i radiomatori sono tenuti ad osservare (poi ognuno...) la loro normativa,
- gli automobilisti sono tenuti ad osservare (poi ognuno...) ...
- redattori di siti web fan tecnicamente quel che vogliono.

Quindi, a senso logico:
- con sforzo individuale o TRAMITE ASSOCIAZIONE (come tutti, inquilini, locatori, ingegneri, ecc. ecc. fanno) si dovrebbe adempiere agli obblighi di Legge (leggasi dare soldini a iw5ei)o patirne le conseguenze (why not?)
- nessuno, azienda o privato, e' invece tenuto per Legge a dar soldini a i4mfa perche' questi spieghi come non produrre, tramite i maledetti computer, danni alla societa'

Questa e' la Legge:
a. adempi,
b. non adempi e nel caso ne subisci le conseguenze, oppure
c. fai una marcia su Roma per cambiarla:
io resto povero, ve lo dico prima, anche se moralmente sbagliato.

Battute a parte, il fatto che OM come iw5eij siano fra coloro che possono ri$olvere il problema forse andrebbe proprio riportato in sede ARI; sognavo l'altra notte una ARI diversa, fatta di gruppi di lavoro di OM specializzati nelle varie branche (legislativo A, legislativo B, tecnico A, tecnico B, ecc. ecc.), che darebbe maggior $en$o logico alla quota a$$ociativa.

Personalmente il mio feedback ad oggi di quanto ARI risponda a questo e' ZERO MENO, avendo inviato sei mesi fa una domanda, classificabile in simile contesto (intervento ARI a livello nazionale per il riconoscimento di edifici come sedi locali di ARI stessa, aka locali di sezione gratis) , che a tutt'oggi rimane senza risposta su RR.

Rimane la opzione che ho citato in un mio precedente post (che si legge: vai "contromano" e paga la multa se e quando ti beccano, se proprio cosi' devi fare per risparmiare): non e' etico, ma...

In alternativa, un elmer insegna come fare e noi seguiamo, senza spendere, i suoi insegnamenti: non si parla di certificazione, ma di calcoli, giusto?

Se poi il condominio|Sindaco porta una certificazione (con differenti risultati) avanti a un giudice in sede legale, se poi uno ci dice a 14195MHz FIVE UP FIVE UP a valle di una nostra chiamata alla stazione DX, se poi noi non siam capaci di far le cose per bene (calcolo o $pesa che sia)... le Leggi dovrebbero servire per correggerci su questi errori.
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Vecchio 25-09-18, 11:58   #22
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Un chiarimento: nel calcolo di N'D (quindi con antenna installata) l'area di raccolta va aumentata con l'altezza dell'antenna anche se questa è una verticale? Mi spiego: supponiamo che l'edificio sia un parallelepipedo di 22x25 alto 15. Con l'antenna verticale di 8 metri devo considerare un edificio 22x25 alto 23? Non è esagerato?

Grazie
Andrea
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Vecchio 25-09-18, 14:36   #23
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

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Un chiarimento: nel calcolo di N'D (quindi con antenna installata) l'area di raccolta va aumentata con l'altezza dell'antenna anche se questa è una verticale? Mi spiego: supponiamo che l'edificio sia un parallelepipedo di 22x25 alto 15. Con l'antenna verticale di 8 metri devo considerare un edificio 22x25 alto 23? Non è esagerato?

Grazie
Andrea

Ciao Andrea,
se aumenti l'intera altezza dell'edificio calcoli il rischio per un volume che "contiene" al suo interno l'antenna ed otterrai un area di raccolta di dimensioni superiori alla realtà.

Introduci quindi nel calcolo un'approssimazione a favore della sicurezza: se non c'è rischio per un volume di h=edificio+antenna a maggior ragione non c'è rischio per il solo volume dell'antenna.

Io personalmente uso sempre questa strada laddove ho volumi con "sporgenze" quali possano esser quelle di un'antenna o relativo supporto.

Se i risultati sono "borderline" allora può esser il caso di affinare il calcolo modellando un volume "ad hoc".

Ricorda di inserire l'Ng (numero di fulmini a terra) corretto: le norme son cambiate, non è più per località ma per preciso punto sul terreno.
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Vecchio 25-09-18, 14:53   #24
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Ciao Leo,
si sono un po' border line, senza antenna ND 0.02, con antenna 0.044. Ma ho già abbondato considerando la pianta dell'edificio un rettangolo che contiene la vera forma che è a T. Volendo posso calcolare con esattezza l'area di raccolta.
Sai dove posso trovare gli Ng attuali? Io ho usato 4 come da vecchia normativa per la mia zona.
Se non è un problema possiamo sentirci anche in privato.
grazie 10000

Andrea
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Vecchio 25-09-18, 18:02   #25
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Leggendo la normativa CEI EN 62305-4 viene spiegato come calcolare l'area di raccolta in caso di protrusione (antenna).
Incollo qua sotto quanto riporta. E' corretto quindi applicare questo calcolo che mi farebbe passare da un ND 0,02 a ND 0,03 (quindi più che accettabile e più moderato rispetto ad aumentare l'altezza dell'intero edificio) ???

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Vecchio 26-09-18, 09:48   #26
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Ferma un attimo...

Io ho introdotto il nuovo valore di Ng ma ho paura di non aver letto bene cosa hai fatto.

Se tu stai eseguendo il calcolo come illustrato nel post originario di Art JWY, ovvero col metodo semplificato della CEI 81-1, è giusto il numero di fulmini a terra/anno da te utilizzato (tabelle cei 81-3)

Ma...
c'è un ma, il metodo semplificato della 81-1 non è più utilizzabile in quanto quella norma è stata abrogata e sostituita dalla CEI EN62305.

Quindi, se fai il calcolo col "vecchio metodo" per tuo diletto allora usa i valori che hai introdotto (compreso l'altezza totale edificio+antenna) ma il risultato che ne ottieni è pura accademia.
Nel senso che se lo fai per tuo uso e consumo, ne puoi desumere che secondo le norme 81-1 (cioè ante 2014 se non erro) la tua antenna era protetta o meno dal rischio di fulminazione.

Se invece hai necessità di un documento da far valere in qualche contesto "ufficiale" è chiaro che la valutazione va eseguita con le norme vigenti e con i metodi in esse indicati.
Purtroppo non sono previste procedure semplificate (che eran comodissime) ma esistono software con i quali si possono eseguire le valutazioni in maniera relativamente semplice anche se ritengo non siano di immediato utilizzo da parte di chi sia estraneo all'argomento.

Ricapitolando:

-il metodo semplificato indicato nel post iniziale fa riferimento ad una norma (CEI 81-1) non più in vigore, si può utilizzare certo per valutazioni personali ma non ha alcun valore "ufficiale"

-la norma attuale (CEI EN 62305) prevede un sistema di calcolo differente e non è prevista una procedura di valutazioen semplificata, i risultati sono però utilizzabili in qualsiasi contesto ed hanno un valore legale


-----------------------

Addendum

Ritornando a mero titolo informativo alla densità di fulmini a terra/anno Ng.
Il valore di Ng è ottenuto tramite i sistemi di rilevazione fulmini del SIRF https://www.fulmini.it/
ed è ottenibile, dietro pagamento, fornendo le coordinate in formato WGS della località desiderata.
Qui https://servizi.ceinorme.it/prodis/index.jsp?lang=it potete vedere come funziona.
Io per lavoro utilizzo un altro sito ma mi pare che qui costasse una 20ina di euro a richiesta.

Mi piace scriverlo anche se "va da se"... non è che se la norma ed i clacoli realtivi dicono che il rischio di fulminazione è accettabile la tua antenna/casa non sarà mai fulminata (facendo tutti gli scongiuri del caso).

Per contro, se così risultasse, hai un documento che ove redatto correttamente e firmato da un tecnico abilitato, attesta che tu hai messo in opera tutte le misure necessarie a che il rischio di fulminazione sia ridotto al minimo ovvero hai valutato che questo è "accettabile" relativamente alle condizioni ambientali e alla destinazione d'uso dell'edificio in oggetto.
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Vecchio 26-09-18, 10:32   #27
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Re: normativa antenne radioamatoriali: PROTEZIONE SCARICHE ATMOSFERICHE

Grazie per la precisazione Leo.
Se non erro il metodo di calcolo dell'area di raccolta non è cambiato tra la vecchia e nuova normativa. Quindi il discorso della "protrusione" dovrebbe essere valido per entrambe. Corretto?
Sto facendo 2 calcoli per me medesimo, per ora non mi serve nulla di ufficiale.
Grazie

Andrea
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